ANDREA BERNESCO. DHERAI RAMRO CHHA

ANDREA BERNESCO. DHERAI RAMRO CHHA

Dal 19 maggio al 14 giugno 2015

Lu.C.C.A. Lounge&Underground

 
Da quando ero un bambino, “viaggio”... Ero già stato in Asia, ma qui è stato tutto diverso. Molte sono le domande che ti fai per capire se le tue sensazioni siano totalmente libere dalla suggestione, dalle esperienze precedenti negative o positive, ma ad un certo punto devi fare una scelta e decidere di “sentire” le emozioni, senza pensare troppo, per non dimenticarti della cosa più importante… “vivere”… Ho deciso di non scegliere qualcosa di ben definito e grazie ad un etnologo conosciuto per caso, ho saputo che in alcune zone delle montagne himalayane viveva un’etnia di cultura antichissima chiamata Bon insediata in una valle quasi sconosciuta, alla quale era stato dato accesso agli occidentali solo da pochi anni; “la valle dimenticata” del Nar Phu.
Ho cercato di recuperare più informazioni possibili per arrivare alla mia destinazione con una dignitosa consapevolezza, almeno culturale, per comprendere ed entrare meglio in contatto con questa “antica diversità”, ma nel mezzo c’era un grande spazio da “attraversare”… il Nepal.
Viaggiare da solo è stata una scelta premeditata per evitare la condivisione con altri “simili”; un qualcosa che volevo rimanesse intimo, personale e non potenzialmente condizionato da timori o paure che potevano ripercuotersi anche su di me. Conoscendo il mio stato di “emancipazione” interiore, l’interferenza di altri probabilmente avrebbe limitato l’aspetto istintivo ed animale che mi è poi stato utilissimo, ed oggi lo confermo, per raccontare in modo sincero e leale, ciò che ho vissuto.
Nell’ottobre del 2013 parto e attraverso il paese quasi sempre camminando... dalle basse valli ad un “soffio” dal confine tibetano.
Ciò che ho fatto è stato conoscere ed ascoltare un suono mai sentito cosi intensamente; quello della “bellezza” che ad oggi, purtroppo, tradotta ed associata ad un principio distante dalla sua etimologia, ci ha allontanato dall’amore.
Da tutto ciò, nasce il desiderio di lasciare un  racconto visivo che non ha pretese e volontà di essere un compendio di antropologia, ma un semplice stimolo attraverso l’immagine, una forma descrittiva accessibile a chiunque, per interrogarsi ancora una volta, sulla nostra percezione della ”bellezza”*…  Ad un sasso, un fiore, un volto… a tutto ciò che è creato… Dherai Ramro Chha.
 
Andrea Bernesco
 
*La bellezza è l’insieme delle qualità percepite tramite i cinque sensi, che suscitano sensazioni piacevoli che attribuiamo a concetti, oggetti, animali o persone nell’universo osservato, che si sente istantaneamente durante l’esperienza, che si sviluppa spontaneamente e tende a collegarsi ad un contenuto emozionale positivo, in seguito ad un rapido paragone effettuato consciamente od inconsciamente, con un canone di riferimento interiore che può essere innato oppure acquisito per istruzione o per consuetudine sociale.
Nel suo senso più profondo, la bellezza genera un senso di riflessione benevola sul significato della propria esistenza dentro il mondo naturale. 
(Fonte Wikipedia)