GIAPPONE 1951-1952 Uno sguardo sulla IV sezione della mostra "Werner Bischof. Classics"

GIAPPONE 1951-1952

Uno sguardo sulla IV sezione della mostra "Werner Bischof. Classics"

"Il mio lavoro ha subito un grande cambiamento ai miei occhi. Cose che prima, nelle mie fotografie, pensavo fossero belle adesso non mi interessano più molto". Partiamo da qui: dalle parole di Werner Bischof che, tra il 1951 ed il 1952, decide di recarsi in Giappone. "Il difficile viene ora", scrive l'artista, messo alla prova da un lavoro che gli propone nuove allettanti sfide, giorno dopo giorno. Bischof rimane letteralmente ammaliato dalla filosofia di vita dei giapponesi, dal loro profondo legame con la natura, dal loro senso di equilibrio dell'immagine, dal rapporto intrinseco con le iconografie dell'universo. Di fronte a tutto questo, dismette necessariamente i panni del fotoreporter, per andare in cerca del non visibile. Per raccontare il "non detto" racchiuso nella vita ordinaria della gente comune. Inviato da Magnum Photos in Corea per documentare le atrocità della guerra, decide di virare altrove: non poteva immaginare, all'epoca, che sarebbe rimasto un anno intero in Giappone. Del resto, l'integrità, l'etica e la morale prevalevano per lui senza alcun dubbio sulle necessità economiche. Questi scatti gli varranno un importante riconoscimento postumo: il premio Nadar, nel 1955

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La mostra fotografica "Werner Bischof. Classics" è visitabile al Lu.C.C.A. - Lucca Center of Contemporary Art, fino al 7 gennaio 2020