Bruno Pedrosa. Presagi

Tema portante della mostra che apre al Lu.C.C.A dal 4 febbraio al 18 marzo 2012, è il "presagio" ovvero quel segno premonitore di avvenimenti futuri che l'artista sfida e trasforma in simbolo concreto capace di evocare qualcosa di assente o di impossibile da percepire. In esposizione circa 40 opere tra dipinti ad olio, disegni, tempere e sculture che propongono questa idea di fluttuazione tra passato e futuro, tra finito e infinito, tra realtà e lucida illusione.

Le opere di Pedrosa non manifestano ciò che è percepibile in natura, ma qualcosa che viene dalla coscienza profonda, contemplativa: le sue strutture segniche o materiali traggono origine dall'invisibile sentire intimo. Pedrosa non replica il vero ma ne svela l'energia e l'essenza: semplifica le forme e ne estrae la potenza vitale. Nei suoi dipinti ad olio il processo di sintesi arriva a un'esplosione di linee ed intrighi colorati, mentre nelle opere su carta le linee rette si sovrappongono formando un tessuto a trama stretta.

I suoi lavori però non sono solo un gioco di forze, ma divengono metafore dell'imperscrutabilità di un disegno superiore: le sue trame sembrano simboleggiare quell'intricato percorso scelto per noi da una volontà divina. I sentieri disegnati da Bruno Pedrosa sembrano assumere una valenza magica, un significato comunque positivo, inneggiante alla ricerca attraverso la vita. Durante questo tragitto di individuazione si riuniscono il prevedibile e l'imponderabile, la volontà e l'azione, l'ignoto e la consapevolezza del sé, la paura del percorso e la tensione verso la liberazione. I dedali di Pedrosa sono lo specchio della realtà, riti di passaggio a cui è difficile sottrarsi.

4 febbraio - 18 marzo 2012