Alfredo Rapetti. Re-writing Lives

Qual è il ruolo dell'artista – in continua evoluzione, come impronta e testimonianza dell’essere umano”. Le sue istallazioni ci coinvolgono emotivamente sia per l’utilizzo di materiali che ci riportano a “momenti informali” sia per le suggestioni cromatiche dove il segno si trasforma in un’apertura verso altre dimensioni, una traccia cerebrale, un’essenza emozionale. “Segno – continua Rapetti Mogol – che perde volontariamente il suo significato letterale per conquistarne uno più primigenio e universale, che a tutti appartiene, senza barriere linguistiche o culturali condiviso dalla sensibilità”.

Pensieri legati alla propria contemporaneità, messaggi trasversali, feriolo dell’artista contemporaneo e come si dovrebbe rapportare, da testimone del proprio tempo, con la società in cui milita? Alfredo Rapetti Mogol probabilmente non si pone certe domande, decidendo di sperimentare un codice comunicativo personale che rappresenta uno spartiacque tra finito e infinito, tra spirito e materia, tra ragione ed emozione. I suoi dipinti si basano su una sorta di scrittura universale, apparentemente senza logica, ma ricca di riferimenti concettuali, antropologici ed estetici.

“Scrittura come forma di pensiero – scrive te che non si potranno mai rimarginare, che la sua “antiscrittura” registra ed esalta in modo non convenzionale. “Scrittura come traccia della memoria e umano DNA”. Alfredo Rapetti Mogol sa che basta dare il nome ad una cosa per farla esistere, ma non si accontenta e cerca di ri-scrivere, oltre alla propria, la storia dell’uomo.

23 novembre 2013 - 2 febbraio 2014