Pasquale Celona. La Luce Oltre

Pasquale Celona. La Luce Oltre

Lu.C.C.A. Lounge & Underground

16 giugno - 16 agosto 2018

 

 

In ambito cosmologico, la luce è ciò che permette la costruzione dell'universo, a partire dal primo atto divino della creazione. Il corpo dell'universo si espande per autopropagazione proprio grazie alla capacità espansiva della luce. Pasquale Celona, attraverso le sue opere, ci propone un cosmo nuovo, o meglio il mondo visto da ottiche differenti, da angolature nelle quali è la luce a fare la differenza, a dettare i ritmi della visione, a scandire i diversi livelli percettivi, a cadenzare profondità e prospettive che diventano, insieme alla materia-colore, elementi attivi e portanti di ogni suo dipinto.

Il rapporto luce-materia è alla base della nostra percezione visiva; infatti è proprio grazie alla riverbero e all'assorbimento delle onde elettromagnetiche sulle diverse superfici che gli oggetti possono rivelarsi ai nostri occhi. Celona, però, è consapevole che la conoscenza visiva è un processo di scoperta e riscoperta in quanto ciò che si trova davanti ai nostri occhi non corrisponde alla realtà completa, ma solo alla parte superficiale di essa. L'artista insegue l'essenza della realtà attraverso opere realizzate con tratto sicuro, dove la linea vive in funzione dell'intera composizione e dove i volumi, gli spazi e i colori sono legati e indagati per mezzo della luce.

La luce attiva il processo che ci permette di vedere ciò che ci circonda e, successivamente, di poterlo modificare, ammirare, afferrare, comprendere e fare proprio in modo del tutto personale. É per questo motivo che ha svolto un ruolo determinante, fortemente simbolico, nelle culture di ogni tempo. Basti pensare al mito della caverna di Platone dove l'abbagliante luce solare all'esterno della grotta rappresentava il massimo grado di conoscenza. Celona sembra partire proprio da questo assunto: nei suoi dipinti la luce gioca un ruolo importante a tal punto da trasfigurare il dato reale, in certi casi lo deflagra, per poi ricomporlo di fronte ai nostri occhi senza che la nostra memoria attiva percepisca dissonanze.

Celona utilizza la luce sia per determinare l'intera superficie dello spazio, a prescindere dalla sua conformazione, sia per penetrare al suo interno: talvolta sembra che il bagliore percepito dentro i volumi sia ancora più intenso. In questi casi si ha come la sensazione che la luminosità non provenga da una fonte esterna al soggetto, ma all'interno degli stessi volumi che la irradiano verso l'esterno, dalla profondità verso la superficie.

Clemens Baeumker idea nel 1916 la definizione “metafisica della luce” riferendosi al concetto che la luce costituisce la componente strutturale essenziale di ogni essere fisico, animato o inanimato. La luce diventa concreta e fisica nel momento in cui si unisce alla materia generando un corpo. Celona sembra essere consapevole che la luce è ciò che permette la costruzione dell'universo, partendo dalla creazione divina fino ad arrivare alla realtà in essere per come la percepiamo. In molti suoi dipinti il fenomeno irraggiante è tale da risultare, in sintonia con il flusso vitale del quadro, come una specie di apertura, un vero e proprio stargate attraverso il quale anelare a quel cambio dimensionale che potrebbe condurci alla giusta armonia con il cuore della natura e all'essenza della visione.

Ne scaturiscono opere che non possono essere più definite come paesaggi, vedute, ritratti, nature morte o composizioni, ma come una sorta di eterno ritorno-ricordo di un luogo o di contesti vissuti, nella realtà o nella fantasia, che consentono all'artista di rilevare il sostrato mitico-simbolico che sta dentro le cose, nelle vicende reali o ideali del passato che finiscono per avvilupparsi inevitabilmente a quelle del presente, facendo intravedere dietro l'apparente narrazione realistica dei fatti, la precarietà e la provvisorietà del destino umano.

Fisica, metafisica ed estetica della luce: sono questi i percorsi che si aprono nella visione della materia della vita, dell'universo e della storia. Celona affronta con disincanto l'esperienza umana che parte sempre dall'io umano e dal suo inesauribile bisogno di felicità e condivisione, per poi trasformarsi in un dialogo con quell'io sociale, realmente isolato, che si adatta alle esigenze del quotidiano. Per dirla con Oscar Wilde: “Il sognatore è colui che trova la sua via alla luce della luna... punito perché vede l'alba prima degli altri”.

Le sue figure sono quasi sempre isolate, nel caso ce ne fossero più di una nello stesso quadro sembrano appartenere a dimensioni differenti, non comunicano pur avendo, talvolta, contatto fisico. La luce detta le sinuosità dei corpi, lo spazio ritma la loro esistenza e i colori dell'intero dipinto spingono la scena in una visione asimmetrica del reale. Le cromie vengono sottoposte a una rigorosa disciplina, ma completamente istintiva e innaturalmente naturale. In genere i colori non vogliono esprimere o significare nulla oltre se stessi, accentuando la mancanza di riferimenti spazio-temporali nel loro evitare eccessi chiaroscurali ed essere portatori sani di luce.

L'opera che viene a realizzata mostra inconfondibili tratti di unità e unicità, pur nelle sue varietà tonali e formali, e nella libertà delle differenti espressioni: è per questo che, nonostante si  schiudano davanti ai nostri occhi soggetti differenti, non avvertiamo discontinuità passando dalla contemplazione di un nudo o di una maternità a un paesaggio marino o a una natura morta nella quale gli elementi-oggetto manifestati, che prendono consistenza con la “luce interiore”, sembrano ancor più personaggi rispetto a quelli realizzati come tali. “In qualsiasi modo si immagina noi stessi – scriveva Goethe in uno dei suoi celebri aforismi – sempre ci immaginiamo veggenti. Credo che l'uomo sogni unicamente per non cessare di vedere. Verrà forse un tempo in cui la luce interiore uscirà da noi, in modo che non avremo più bisogno dell'altra”.

La poesia di Goethe, così come la pittura di Celona, diventa una via privilegiata che conduce a un dialogo interattivo con le immagini – reali o mentali – che rappresentano la realtà nella sua dimensione primordiale, alla quale viene contrapposto il semplice dato di fatto di una obiettività essenziale: l'oggetto o la figura diventano una semplice cosa e permettono attraverso una “luce oltre” di ricreare le leggi del divenire cosmico.

Maurizio Vanni

 

Note Biografiche:

Nato nel 1943 a Bruzzano Zeffirio, nell’entroterra calabrese della costa ionica, Pasquale Celona si laurea in biologia nel 1971. 
Con gli studi scientifici concilia la passione per la pittura e nel 1975 esordisce alla II Rassegna Internazionale di Pittura del Comune di Milano, tenutasi al Castello Sforzesco. 
Nel 1976 partecipa a diverse mostre collettive e presenta la sua prima mostra personale presso la Galleria alla Fonte di Piano Arta Terme. Nello stesso anno, mentre inaugura la mostra personale presso lo storico Hotel Roma di Tolmezzo (Udine), vive l’esperienza del terremoto in Friuli, il cui ricordo traspone sulla tela del Terremoto a Gemona. Il 1976 si chiude con la personale alla Galleria il Torchio di Modena.
Nel 1978 è insignito del Premio “Leone d’oro” del Circolo della Stampa di Firenze.
Negli anni ’80 e ’90 partecipa a diverse esposizioni internazionali ed espone nelle mostre personali a Prato, presso la Galleria la Spirale (1980) e Galleria il Pergamo (1981); a Milano, presso la Galleria Artespiga (1983); e a Firenze, presso la Casa di Dante (1982) e l’Istituto Francese di Cultura (1992).
Per Pasquale Celona gli anni Novanta rappresentano un periodo di intensa creatività e produzione artistica, destinata a raccogliere un il successo di un vasto pubblico di collezionisti e appassionati d’arte in seguito alla presentazione di Paolo Levi nella monografia del 1996 e, in quello stesso anno, in una trasmissione televisiva trasmessa da Telemarket.  
Nondimeno, egli intreccia la sua personale ricerca artistica con l’organizzazione del Salone Italiano dell’Arte Contemporanea.
Nel 1997, insieme al fratello Piero, fonda la Florence Biennale, di cui è Presidente.
Il 27 Aprile 2006 il Museu de Arte do Parlamento de São Paulo, Brasile, acquisisce una Natura morta di  Pasquale Celona per iniziativa del Ministerio da Cultura do Estado de São Paulo, Emanuel von Lauestein Massarani, con l’approvazione dell’AssembleIa Legislativa do Estado de São Paulo.
In anni recenti ha potuto dedicarsi con maggiore libertà alla sua arte e a progetti espositivi in sedi prestigiose, a cominciare dallo Yacht Club de Monaco, dove è ha una serie di lavori inediti nell’ottobre 2014, mese dedicato alla cultura italiana. 
Nel 2015, a Pietrasanta, presso la Sala delle Grasce del Centro Culturale “Luigi Russo”, ha esordito con la mostra personale “Pitture di Luce”. 
Nel 2017 ha rappresentato l’Italia nel “G7 d’Arte”, mostra collettiva presso il Sacrario della Basilica di Santa Croce, Firenze, in concomitanza con il primo G7 della Cultura.

 



MOSTRA “PASQUALE CELONA. LA LUCE OLTRE"
Lu.C.C.A. Lounge&Underground

Dal 16 giugno al 16 agosto 2018
orario mostra: da martedì a domenica 10-19, chiuso lunedì
Ingresso libero


Inaugurazione 23 giugno 2018 ore 17:00

Per info:
Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art
Via della Fratta, 36 – 55100 Lucca    
tel. +39 0583 492180
www.luccamuseum.com  | info@luccamuseum.com

Addetto Stampa Lu.C.C.A.
Michela Cicchinè  mobile +39 339.2006519 
m.cicchine@luccamuseum.com