Mythos e Protos di Maicol Borghetti

Maicol Borghetti si pone la questione di una ricerca creativa e scientifica legata a universi paralleli che, incredibilmente, si prestano a un’indagine lucidamente visionaria nel qui e ora. Ne consegue una sorta di “futuro remoto”, un ossimoro improbabile ma possibile, un’unione di opposti che tende la corda del tempo nelle due direzioni: il passato remoto (sempre più lontano e confuso) e il futuro anteriore (destinato prima o poi a diventare presente, quindi più credibile). Una delle tante domande che si pone Borghetti è legata al perché esistono tanti tempi e altrettante modalità per raccontare il passato, che è unico, mentre per immaginare gli infiniti futuri abbiamo un solo tempo a disposizione? 

“Mythos e Protos – scrive Borghetti – è la materializzazione del viaggio di un’umanità lontana, un’archeologia futura di un uomo che riscopre il passato di altri mondi, trovando le tracce del proprio presente. Mythos e Protos: guardare il passato per scoprire il futuro. Un’indagine archeologica su altri mondi per scansionare il nostro presente”. 

Borghetti, nonostante ci proietti in atmosfere  fantascientifiche di un futuro remoto, cattura le nostre quotidiane difficoltà psicologiche arrivando a rendere familiari persino le difformità epidermiche dei suoi personaggi, che potrebbero provenire da racconti mitici di un futuro lontano. Molte delle sue figure, nonostante sembrino in stato di ibernazione o crio-preservazione, sono pronte a tornare in stato cerebrale e fisico attivo in un universo che, in quanto fenomeno, potrebbe essere solo una rappresentazione illusoria della vita. Il mito prima del mito: i protagonisti dei suoi lavori corrispondono a figure totemiche, prive di riferimenti temporali, morfologicamente riconoscibili come “umanoidi”, ma al tempo stesso uniche e diverse da tutto e tutti. Una narrazione visiva investita da una “sacralità” inerente alle origini del mondo o alle modalità con cui il mondo e gli esseri viventi hanno raggiunto lo stato attuale. Ma di quale mondo stiamo parlando? Borghetti indaga quel territorio di confine dove passato e futuro, reale e illusorio, sembrano incontrarsi e confondersi in un continuo e molteplice gioco di simbiosi e sovrapposizioni. Ne risulta un’operazione di decostruzione della realtà apparente nel tentativo di ricomporre un universo soggettivo intercettato in un futuro remoto e supportato da disciplina e analisi. I suoi personaggi ricordano quelli dei racconti di Philiph K. Dick, ma non sconvolgono il nostro immaginario, non sono esseri mutanti che si materializzano davanti ai nostri occhi come “replicanti post apocalittici”, ma come figure leggendarie, quiete, curiose e solo in apparenza prive di connotazioni temporali. Ma siamo proprio sicuri che sia così? Borghetti ci sta raccontando un’autentica favola di fantascienza. Crediamogli.

Maurizio Vanni

 

Mostra "Maicol Borghetti. Mythos e Protos"

a cura di Maurizio Vanni 

Lu.C.C.A. Lounge&Underground 

Dal 7 settembre al 6 ottobre 2019

orario mostra: da martedì a domenica 10-19, chiuso lunedì

Ingresso libero

Incontro con l’artista domenica 15 settembre 2019 ore 18

 

Per info:

Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art

Via della Fratta, 36 – 55100 Lucca 
www.luccamuseum.com | info@luccamuseum.com