Giovanni Maranghi. Immersione

Giovanni Maranghi. Immersione

Dal 10 Marzo all'1 Aprile 2018 - Prorogata fino al 29 aprile 2018

a cura di Maurizio Vanni

In collaborazione con MVIVA, Casa d'Arte San Lorenzo e C.R.A. - Centro Raccolta Arte.

 

"L’immersione, la presenza dell’elemento liquido nella rappresentazione di un ambiente, il viaggio attraverso l’acqua, il naufragio, il rispecchiarsi dell’uomo nell’elemento fluido, il legame fra le trasparenze e la donna in un contesto privo di riferimenti spazio-temporali, costituiscono archetipi che ricorrono nei miti, nei racconti poetici e nelle opere di arte visiva di tutti i tempi. Sin dalla genesi, le arti si sono appropriate delle immagini della natura per modellarle secondo le proprie necessità comunicative, simboliche ed esoteriche e, probabilmente, nessun elemento è risultato compatibile a questi fini quanto lo è l’acqua, intrinsecamente priva di una forma definita.
Nei suoi Kristal, Giovanni Maranghi propone un cosmo femminile concretamente provvisorio e stabilmente evanescente, dove il dato reale si fonde perfettamente con quello memoriale e con quello ideale, appannaggio di un visionario che, comunque, non smarrisce mai del tutto la connessione con la verità delle cose. I profili delle sue figure femminili, le linee che delimitano i volti, i segni che connotano composizioni talvolta implausibili, prendono concretezza di fronte ai nostri occhi grazie a un’atmosfera liquida. I suoi personaggi, infatti, sembrano fatti vivere attraverso una combinazione di luci e trasparenze cromatiche, in una scansione percettiva che ricorda quella di quando ci immergiamo in acqua.
Giuseppe Ungaretti nel 'Porto sepolto' crea un’immagine visiva dalla grande forza simbolica il cui dato meta-reale diventa strumento per comunicare una verità più profonda. Il mondo vero è precedente e immerso nella storia, emblema di un mistero che ha in sé i segreti dell'animo umano. Anche Maranghi sembra voler indagare l’ignoto che sta dentro ognuno di noi aprendo un varco verso le profondità di un luogo sepolto e preservato dalle acque che lo rendono, al tempo stesso, storia, leggenda e mito. In questo caso, l’immersione può essere considerata metafora di regressione in un mondo fantastico popolato da segni istintivi, disegni, figure ataviche, vecchie fotografie e oggetti semiofori che hanno la prerogativa di mettere in contatto il visibile con l’invisibile, il finito con l’infinito, la luce della superficie con le ombre degli abissi di un eterno presente.
L’acqua primordiale rientra nella dinamica della costruzione di un luogo e di un tempo 'altri' rispetto a quelli comuni: il principio della sacralità dell’acqua è strettamente connesso al concetto di luogo divino e intimo. Il pittore fiorentino sembra immergere le sue figure in un tempo senza tempo nel quale il suo scorrere non cadenza un susseguirsi lineare di eventi, ma un’eternità che si estende verso infinite direzioni e dove tutto è in uno stato di progressiva e costante evoluzione. Ogni opera rappresenta una consapevolezza emotiva  che si apre a dimensioni percettive uniche a patto di uscire dalla gabbia dorata della quotidianità. Se lo possiamo immaginare, possiamo farlo esistere."
 
Maurizio Vanni
 
Note biografiche

Giovanni Maranghi nasce nel 1955 a Lastra a Signa (FI). Segue gli studi nella vicina Firenze dove si diploma al Liceo Artistico “Leon Battista Alberti” per poi iscriversi alla Facoltà di Architettura. Alterna gli studi da universitario con la frequentazione dei corsi di nudo libero presso l’Accademia delle Belle Arti. Frequenta in quegli anni artisti del calibro di Primo Conti, Lucio Venna e Paulo Ghiglia.

Comincia ad esporre dalla metà degli anni ’70 a Bari, Firenze, Amsterdam e Bruxelles. Gli anni ’90 si aprono con importanti personali a Milano e negli Stati Uniti, alla Medici Gallery di Carmel in California, allo Studio 205 di Chicago e a New Orleans. Gli anni Duemila lo vedono inizialmente impegnato a più riprese a Firenze e in Francia, dapprima alla Galerie Nichido di Parigi e poi nell’antico complesso di Rochevilaine. Fra il 2005 e la fine del 2007 altri importanti appuntamenti a Siena, Pietrasanta, Matera, Firenze e Forte dei Marmi. Contemporaneamente espone in Olanda, Francia, Russia e Stati Uniti. In questi anni, Maranghi, oltre all’encausto, tecnica da lui a fondo indagata, sperimenta altre soluzioni, che vanno dal “collage”, alle più attuali “resine”. Il 2008 è l’anno delle mostre dedicate al tema della donna: esporrà all’interno della Basilica della SS. Vergine del Carmelo a Piacenza e alla Galleria Brunetti di Ponsacco. Con “Colazione da Maranghi”, originale evento all’interno dell’Antico Spedale degli Innocenti a Firenze, presenta il calendario “Mukki Latte” per l’anno 2009. Anno che avrà quattro importanti appuntamenti a Palm Beach, New York, Goteborg (Svezia) e Parigi. Nel 2010 Maranghi è ancora protagonista in Svezia, a Simrishamn, nella nuova sede della De Freo Gallery, che lo farà esporre a Monte Carlo (Principato di Monaco) nel 2011 durante il 69° Gran Premio di Formula 1 e organizzerà una sua spettacolare performance nei grandi magazzini NK di Goteborg. Il tenore Andrea Bocelli lo invita ad allestire una mostra a Lajatico in occasione del “Teatro del Silenzio 2011”. Negli anni seguenti, lo troviamo a Berlino, Parigi, Montreux, Stoccarda.

Nel 2015 realizza il calendario per Toscana Energia 2015 e inaugura lo Spazio Italia per “Milano EXPO 2015” a Pechino con la mostra collettiva “Capriccio Italiano”. Nel 2016 esporrà alla “Fornace Pasquinucci” di Capraia Fiorentina in qualità di Ospite d’Onore. In giugno e luglio è presente a Castiadas per uno Special alla “Settimana dell’Arte”, organizzata da Casa d’Arte San Lorenzo, e con la Kunstgalerie Bech a Schwabisch Gmund, nel Museo Villa Seiz, insieme allo sculture tedesco Max Seiz.

Da gennaio a marzo 2017, supportato da Casa d’Arte San Lorenzo, Maranghi è presente con una mostra di largo respiro nella splendida cornice di Ca’ dei Carraresi a Treviso. Inaugura in seguito due personali a Firenze e Matera. È ancora a Stoccarda, attraverso la Kunstgalerie Bech, all’interno del prestigioso Schloss Solitude per una nuova esposizione dei suoi ultimi lavori e, a fine anno, all’interno dello Spazio Marcolis, poi a Reutlingen, ospite dello Studio SLP. 

Numerose le sue partecipazioni ad alcune delle maggiori mostre mercato d’arte: Bergamo, Ginevra, Bari, Bologna, Genova, Istanbul, in Francia e in Olanda. Hanno scritto di lui, tra gli altri: Cristina Acidini, Romano Battaglia, Giuseppe Bilotta, Fabrizio Borghini, Luciano Caprile, Roberto Ciabani, Alessandro Coppellotti, Maria Vittoria Corti, Francoise de Céligny, Giovanni Faccenda, Alessandra Gaeta, Silvano Granchi, Thibaud Josset, Filippo Lotti, Ilario Luperini, Albert Manstembrock, Fosco Maraini, Alessandro Marini, Nicola Micieli, Roberto Milani, Antonio Natali, Nicola Nuti, Tommaso Paloscia, Patrice de la Perrierè, Giulio Pisani, Stéphanie Portal, Daniela Pronestì, Ivan Quaroni, Leonardo Romanelli, Gregorio Rossi, Alessandro Sarti, Maurizio Vanni.


MOSTRA “GIOVANNI MARANGHI. IMMERSIONE”
Lu.C.C.A. Lounge&Underground
dal 10 marzo all'1 aprile 2018
orario mostra: da martedì a domenica 10-19, chiuso lunedì
Ingresso libero

Per info:
Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art
Via della Fratta, 36 – 55100 Lucca
tel. +39 0583 492180
www.luccamuseum.com | info@luccamuseum.com
 
Addetto Stampa Lu.C.C.A.
Michela Cicchinè mobile +39 339.2006519 
m.cicchine@luccamuseum.com