"L’Europa e le conseguenze della guerra 1945 - 1950" Uno sguardo sulla II sezione della mostra “Werner Bischof. Classics”

"L’Europa e le conseguenze della guerra 1945 - 1950" 

Uno sguardo sulla II sezione della mostra “Werner Bischof. Classics” 

“Poi arrivò la guerra e con essa la distruzione della mia torre d’avorio. Da quel momento in poi la mia attenzione si concentrò sul volto dell’essere umano che soffre…”. Parole come macigni, che forniscono lo spessore umano di Werner Bischof, il grande fotoreporter svizzero protagonista con una mostra dedicata al Lu.C.C.A. - Lucca Center of Contemporary Art, visitabile fino al 7 gennaio 2020. Parole che abbiamo “scolpito” nella sala che ospita la II sezione dell’esposizione, quella che prende il titolo “L’Europa e le conseguenze della guerra 1945 – 1950”. È qui che Bischof incontra un continente profondamente deturpato, colpito al cuore, ferito nell’orgoglio. Intere popolazioni in ginocchio, borseggiate dei propri sogni e della legittima aspirazione ad una vita serena. Uno scenario drammatico,che il fotografo cerca di comprendere oltrepassando lo sgomento, per immortalare i piccoli ma significativi segnali di una caparbia ripresa. Ne sono un esempio l’importanza della preghiera e della fede (emblematici “Ex voto di Castel di Sangro” e “L’ultimo libro” della biblioteca di Montecassino), così come le immagini che ritraggono bambini sorridenti, seppur circondati da macerie e rovine. Un contesto che innesca uno sviluppo profondo nella sua persona: Bischof comprende, infatti, che il foto-giornalismo comincia a stargli stretto. Da lì in poi il suo proposito sarà quello di conoscere e di conoscersi. “Non faccio questi viaggi – scrive al padre nel 1948 – per bramosia di emozioni, ma perché voglio intraprendere un cambiamento radicale come essere umano”.